Cina, in alto i calici

Nasce nel Paese il primo fondo d’investimento in vini pregiati, che sono la passione della nuova generazione di ricchi

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La crescita smisurata del benessere in alcune fasce di popolazione cinese sta portando i nuovi ricchi del Paese ad assumere sempre più spesso comportamenti, abitudini e status symbol mutuati dall’Occidente. Uno tra questi è il vino di pregio. L’alta enologia, in Cina, sta infatti trovando sempre più seguaci, disposti a sborsare fior di quattrini per far arrivare da Italia, Francia e dagli altri paradisi vitivinicoli mondiali le etichette più pregiate.

Sulla scia di questa tendenza, è stato lanciato primo fondo d’investimento in vini pregiati, il Dinghong Fund, che conta di raccogliere la bella cifra di 1 miliardo di yuan (pari a circa 156 milioni di dollari), da investire nelle vendemmie di Burgundy e Bordeaux. Proprio le etichette francesi sono infatti le più gettonate dagli appassionati cinesi. Il vino, quindi, bene rifugio al pari dell’oro, dell’arte e delle materie prime. Del resto, come ricorda David Zhang, responsabile marketing del Dinghong Fund, “la Borsa cinese è piatta; gli investimenti nel real estate sono stati di fatto banditi e i cinesi ricchi hanno un disperato bisogno di nuovi canali di investimento“.

Il Dinghong Fund si ispira al Vintage Wine Fund di Londra e si basa su una formula che vincola gli investitori al fondo per cinque anni, con un rendimento previsto del 15% annuo.

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