Ercole Botto Poala: “Talebani del Made in Italy”

Ercole - Guglielmo - Francesco e Fabrizio Botto Poala

Era il 2012 quando l’Europa discuteva sulla possibilità di abolire l’etichetta del Made in Italy. Sono passati due anni da allora e l’Italia si è mossa tutta, politica compresa, per cercare di salvaguardare un marchio che più che un’etichetta è un valore da difendere e salvaguardare, sia come valore della nostra tradizione sia per tutelare il consumatore. Reda, azienda biellese che da quasi 150 anni produce pregiati tessuti di lana per le più importanti maison di moda italiane e straniere, è portavoce fin dall’inizio della sua storia del migliore Made in Italy, della più genuina tradizione italiana del saper fare, testimone di altissima qualità. Ercole Botto Poala, amministratore delegato di Successori Reda Spa, ha parlato con noi del Giornale del Lusso.it dell’importanza del Made in Italy, di andamento dei mercati e di lusso.

Qual è la situazione finanziaria della vostra azienda?
Non ci lamentiamo, anzi… L’export va molto bene. La stessa cosa posso dire del mercato interno.

Eppure secondo i dati di Camera Moda il mercato interno stenta ancora a ripartire…
Per noi, che produciamo tessuti, è diverso. Il nostro mercato interno va bene perché è in crescita il mercato estero. Le aziende italiane che riforniamo continuano ad esportare moltissimo, e di conseguenza continua ad essere alta la richiesta. Per questo per noi anche il mercato interno è molto forte. Per noi, ma anche per tutto il distretto biellese.

Siete stati toccati anche voi dalla tristemente fantomatica crisi del 2008?
Assolutamente sì, ma non solo da quella. Il 2001 è stato molto difficile, così come il 2005. Chiaramente nel 2008 siamo rimasti forse tutti un po’ più spiazzati, ma non ci siamo mai scoraggiati, anzi.

Com’è la situazione attuale?
Beh, ci siamo abituati a convivere con l’idea di crisi. Credo che gli unici pericoli riguardino possibili guerre. Quando ci sono guerre il primo settore a risentirne è chiaramente quello dell’abbigliamento e di conseguenza quello del tessuto. Potrebbe essere preoccupante anche l’allarmismo che si sta diffondendo intorno al caso ebola. Sono queste le cose che spaventano. Comunque, rimango molto fiducioso per il 2015.

Cos’è per lei il lusso?
Il lusso per me è essere sempre eleganti. Credo che vestire bene sia una forma di rispetto verso gli altri. Esagerare, essere scomposti nel vestire potrebbe urtare la sensibilità di chi abbiamo di fronte. Per questo penso che sia una mancanza di rispetto nei confronti degli altri. Un po’ come arrivare in ritardo ad un appuntamento.

Qual è un lusso che si concede?
Stare con i miei due bambini.

Il Made in Italy è davvero un valore o ormai è solo un’utopia?
E’ un valore che dobbiamo difendere con le unghie e con i denti. Dobbiamo essere degli estremisti, dei talebani del Made in Italy. E dobbiamo tradurre alla lettera il termine. Nel caso in cui così non fosse, abbiamo l’obbligo morale di specificare nell’etichetta dove viene prodotto cosa. La tutela del Made in Italy passa in prima istanza dalla nostra onestà.

 

Pinella PETRONIO

 

ERCOLE BOTTO POALA SI RACCONTA

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