Milano Moda Donna: l’incontro con l’arte

Antonio Marras

Cos’è l’arte? Cosa possiamo definire arte? Difficile darne una definizione. I puristi non avrebbero però dubbi sulla risposta da dare: arte è, citiamo da Wikipedia, l’espressione estetica dell’interiorità umana, strettamente connessa alla capacità di trasmettere emozioni e messaggi soggettivi. Così come i pittori prendono ispirazione da altri artisti, allo stesso modo le varie forme d’arte si contaminano tra di loro. Per questo la moda, considerata anch’essa forma d’arte, trova spesso in altri campi artistici muse e ispirazioni.

La quarta giornata di Milano Moda Donna è contraddistinta, appunto, dalla contaminazione artistica. In primis Giorgio Armani stringe un sodalizio con Paolo Sorrentino che racconta in un evocativo corto il cuore e l’anima della collezione primavera estate 2015 del Re della moda, trasmesso pochi istanti prima che le creazioni comincino a fare la loro comparsa in passerella. Collezione, quella di Giorgio Armani, ispirata alla leggerezza della sabbia, alle sue tonalità, al suo candore, che cita una collezione disegnata circa 20 anni fa, come lo stesso designer racconta: “Questa collezione è nata ricordandone una fortunata di 20 anni fa. A quel tempo, immaginai che la moglie di un archeologo andasse sul campo di lavoro, tra gli scavi del marito. Una giornalista venne in backstage con le lacrime. Ho provato a fare lo stesso stile, con lo stesso sentimento, ma in un modo nuovo. Poi si è aggiunta l’opportunità di collaborare con Paolo Sorrentino che ha filmato le spiagge di Lipari e Stromboli in un piccolo film che raccontasse la collezione“. Il colore principe è il beige – ora tendente all’ocra, ora tendente all’oro – che meglio di qualunque altro colore rende l’idea di calda luminosità che il designer intende trasmettere.

Commenta poi, ancora, Armani: “Tutto è all’insegna del leggero, in memoria della collezione dedicata al color carne, il nude, che presentai qualche stagione fa a Parigi per l’alta moda. Spesso nell’haute couture si hanno idee che si possono recuperare nel prêt-à-porter . Mischio quello che vedo nella strada, nei miei sogni, nei ricordi. Ci sono, infine, altre due componenti a caratterizzare lo stile che verrà: da una parte la voglia di un ritorno alla femminilità classica con gonne ampie e trasparenti. Dall’altra, più importante, il desiderio di smettere di parlare di lusso. Le donne oggi chiedono sostanza, ricchezza, alto artigianato, non solo un’apparenza di lusso. È una svolta verso la qualità e la vera sostanza di un abito. Ed è un cambiamento del gusto davvero importante“.

Per Antonio Marras, invece, l’ispirazione viene dal mondo dell’arte figurata. O meglio, per Antonio Marras l’ispirazione viene da una grande artista, probabilmente fra le più eclettiche e sottovalutate dei nostri tempi: Carol Rama. Le sue opere, dal forte erotismo, connotate da uno spiccato gusto per la composizione in libertà e il bricolage, e da una crasi fra elementi molto diversi fra loro, resi armonici una volta uniti tra di loro, sono per il designer di Alghero una fucina di idee. Nascono dall’incontro intellettuale con la figura di Carol, gonne plissettate accese dei colori dei suoi quadri, stampe irregolari, pullover maxi ricoperti di fiori, stampe irregolari e naif, che riproducono mani con unghie laccate di rosso, abiti arricchiti da patchwork astratti e applicazioni di paillette e fiori di tessuto. Una collezione rara e poetica, come nello stile del designer.

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